Siamo una Comunità di laici e vogliamo vivere con il Signore della Vita. In questo tempo. Abitando la città dell'uomo.
La fraternità palpabile, la compagnia col Signore e la missione verso i piccoli ritmano le nostre giornate di uomini e donne che lavorano, sperano, soffrono, partecipano all' elaborazione di una cultura capace di riconoscere la dignità di ogni uomo e di promuoverla.

Tema: Padre, perdona loro

Canto iniziale: Il servo di Jahvè (I strofa)

Lc 23,32-34

Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori. Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Concentriamo lo sguardo su Gesù e lasciamo che questa parola ci parli e ci dica qualcosa sul perdono.

Ascolto della Parola: Lc 23,32-34

"Padre, perdona loro"

Il Cristo presentato dall'evangelista Luca è sempre immerso nella preghiera: quella filiale, di lode, di supplica, di abbandono… Anche queste parole che Gesù pronuncia sulla croce sono una preghiera, qui non parla di sé, ma prega per gli altri.

Gesù si presenta come un ponte che unisce due estremità opposte: da una parte il Padre e dell'altra gli uomini che uccidono il Figlio. Dalla croce contempla l'umanità immersa in una malvagità banale e rozza; contempla il male del tradimento, delle bugie, delle macchinazioni, dell'ipocrisia, della gratuità delle torture.

La preghiera di Gesù dice il suo dono totale e chiede al Padre di dimostrare che il suo amore è più grande e più forte di tutto il male. Proprio in questo momento e con queste parole Gesù apre la porte al Padre, perché ancora una volta sia possibile ricominciare.

Questa è anche la nostra esperienza: nessuno può perdonare se nella relazione con gli altri non apre la porta all'amore del Padre. Proprio in questo momento è possibile perdonare, cioè portare la vita di Dio nella nostra e liberarla dal marciume del peccato.

Il perdono è una forza divina che agisce laddove ci sono persone disposte a pagare a caro prezzo le offese tramite l'amore di Dio. Sulla croce Gesù si immerge nell'abisso dell'uguaglianza con ogni uomo, perdonando e non lasciando prevalere nessun sentimento di rivolta. Anche noi siamo dunque invitati a fare la nostra parte, a essere la porta dell'amore di Dio, a perdonare e a essere come Dio.

"Non sanno quello che fanno"

Nel perdono Gesù sta esercitando la sua libertà di fronte al male e propone un futuro in cui non ci saranno vendetta e risentimento. In questo modo rompe la catena della violenza e lascia cadere tutto ciò che è male.

Dalla croce scruta il male in tutta la sua complessità e profondità e si presenta come lo specchio in cui ogni uomo può riconoscere il proprio volto e le conseguenze del male che sta operando. "Non sanno quello che fanno" si può intendere nel senso che gli uomini hanno dimenticato la loro vocazione alla custodia fraterna.

Anche noi, che ci troviamo in condizioni di vita complesse, possiamo dire che non sappiamo quello che facciamo e per questo scivoliamo nella complicità con il male, aprendogli le porte.

Solo il perdono come quello di Gesù ci può salvare da questi sentieri.

Canto finale: Il servo di Jahvè (II strofa)

 

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